Ferdinando Petracchi

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Museo Tattile - Galleria
Mostra collettiva / Gemeinsame Ausstellung


petracchi
“L’opera d’arte è sempre una confessione” diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.


„Das Kunstwerk ist immer eine Bekennung“ sagte Umberto Saba; es ist eine Erforschung seines Innersten, seiner Betrachtung; ein Spaziergang der Seele in welcher sich alle Gefühle ansammeln: momentane und vergangene Leidenschften. Aber auch die deutlichste und verborgenste Ansicht der Welt in der wir leben.
Immer vom Zeichnen begeistert, drückt Nando in seinen schlichten Werken seine Lebensvisionen aus. Schon im Kindesalter liebte er zu malen, indem er seine Welt in der Familie mit lebhaften Farben wiedergab. Später widmete er sich der Darstellung von Blumen und der Fauna. Stehts will er in seinen Bildern Wünsche die ihm wichtig erscheinen darstellen: letzlich die Anbindung an sein Dorf, wo er sich integrieren durfte und sich als voller Mitbürger fühlt.
Beim Malen benutzt er diverse Techniken: Öl, Wasserfarben, Kreide sowie weitere Materialien. Seine Sehschwäche zwingt ihn zu einer plastischen Malform. Beim Betrachten seiner Bilder spührt man sein Verlangen, sich mitzuteilen, den Willen weiterzugehen als bis zum grauen Schein der Realität. Man merkt, dass sein Anderssein nicht nagativ ist - aber eine Chance mehr zu sagen, um damit andere zu bereichern.
Dank seinem „ Kunstweg „ durchsickert auch das menschliche Gefühl des Zusammenhaltes. Dies, weil Behinderte oftmals mit dem grossen Problem leben sich selbst beweisen zu müssen.