"Le Donne danzanti nel vento, simbolo del Sentiero d’Arte, portano al di là dei confini di Trarego un messaggio di libertà, vita, unione tra terra e cielo, tra materia e spirito."

Casa Scozia

frau_white
scozia


Galleria fotografica




Gli artisti

  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Bertagna
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Betta Casale
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Ferrari
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Maestrini
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
  • Petracchi
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
bertagna

Guido Bertagna


Luz: è il nome del piccolo indistruttibile osso del corpo umano, segno del permanere. Traccia dell'Eterno racchiuso nella fragilità del corpo e della sua storia. E' l'impronta permanente, quella che attraversa il vento dei tempi e delle stagioni, impossibile da distruggere e dal quale saremo ricreati.

Amanti si organizza su una sequenza di alcuni momenti in continuità e in comunicazione narrativa tra di loro.
La terracotta favorisce la resa rapida del tratto scultoreo, il dinamismo delle forme, la loro organica vitalità. Le forme, nella complessità del loro continuo movimento, tendono a una progressiva semplificazione. In alcuni lavori il procedimento della ceramica enfatizza il gioco della luce e dell'aria. Gli assi orizzontale e verticale sono gli elementi strutturali forti che riconducono le composizioni, nella loro diversità e nel loro dinamismo interno, ai tratti comuni essenziali. Il progressivo sfaldamento delle forme è un modo di rendere la fragilità della carne e insieme la permanenza dell'essenziale. Impronta resistente di fossile esposto al vento del tempo e dei cambiamenti. Permanenza del luz.

La ricerca di guido Bertagna parte dalla lezione dell’arte romanica e da quella della scultura africana per giungere all’elaborazione delle forme naturalistiche e alla rivisitazione dei soggetti, in particolare della tradizione iconografica ebraica e cristiana. Ne deriva un genere astratto-naturalistico centrato sulla figura umana che parte dalle forme originali rendendole essenziali.
Attività di scultura e pittura (in particolare di vetrate) sono andate avanti insieme, nella comune ricerca.
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
betta-casale

Angela Betta Casale


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
Capo Seattle

"Fiabe. Anche inquietanti. Immagini che riflettono storie recuperate nella notte dei tempi e che muovono con lucida intelligenza fra le suggestioni dell’antica civiltà celtica e il fascino del mondo medioevale."
Gianni Milani


Nasce a Torino nel 1954, uno spirito libero con la vocazione per l’arte. Dopo gli studi artistici si dedica alla carriera di grafico, ma non abbandona mai totalmente la pittura, prima come allieva del Maestro Amerigo Carella poi dal 1999 dedicandosi totalmente all’arte, seguendo un suo percorso di ricerca, di arricchimento, di confronto. mai di emulazione che la conduce sempre più verso una tecnica del tutto personale per esprimere concetti e sensazioni attraverso le opere. Ed è qui che il grande amore dell’artista per la cultura celtica e medievale trova spazio ideale di espressione creativa.

Sito web: www.angelabettacasale.it
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
ferrari

Renata Ferrari


L’Arte di Renata Ferrari è plastica e monumentale, le sue figure maschili e femminili sono elaborate con così tanta cura, con un tratto così forte e con una pennellata talmente energica da far pensare ad un’opera scultorea. Della pittura ha però saputo impiegare al meglio gli accostamenti cromatici che creano il plasticismo dei nudi, e il gioco delle luci che concorrono a dare concretezza alle figure e nello stesso tempo le stemperano in un chiaro-scuro che regala loro un’esatta dimensione psicologica.
Provocanti ma mai volgari, affascinanti senza essere eccessivi, i nudi di Ferrari sembrano infatti essere immersi in un’aura di malinconia, come se la loro bellezza fosse un peso eccessivo da portare, quasi una qualità di cui non gloriarsi eccessivamente.
(da “Luna Nuova” settembre 2011. Gemma Bava – giornalista)

Nata a Cannobio (VB) ha compiuto studi ad indirizzo pedagogico ed in seguito si è dedicata con interesse all’apprendimento delle varie tecniche nella pittura.
Trasferitasi nel 1985 in Provincia di Torino ha proseguito la sua ricerca frequentando corsi negli ateliers di pittori affermati, privilegiando da sempre l’interesse per la figura umana, maschile e femminile, ponendo l’attenzione al disegno ed alla composizione che cura con zelo quasi accademico, pur conferendo ai soggetti i caratteri personali della sua individualità, massimamente nell’incidenza della luce, quasi sempre radente o laterale, onde ottenere non solo effetti plastici di modellazione costruttiva scultorea, ma anche suggestioni e atmosfere soavi e misteriose.
Da diversi anni tiene Corsi di Pittura per bambini e ragazzi e collabora nei Laboratori Artistici delle Scuole Primarie. Espone dal 2005 alla Promotrice delle Belle Arti di Torino ed è socia del Circolo degli Artisti; ha all’attivo numerose partecipazioni a Mostre e Collettive ottenendo premi e riconoscimenti a Concorsi Nazionali ed Internazionali.
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
maestrini

Stefano Maestrini


Arte: il fare pittura.
Per comunicare la mia visione delle cose, il modo in cui le sento, utilizzo la pittura ad olio in quanto mi permette di conferire all'immagine quella sostanza sia materiale che espressiva a me congeniale.
Volti di fantasia, amici, o autoritratti che siano, parte espressiva degli esseri umani, contenitori di quello spirito che appunto è suddiviso in una miriade di particelle che cercano un equilibrio interno ed esterno - il volto come specchio dell'anima.
I soggetti sono pretesti con un'importanza relativa; la parte più interessante è l'equilibrio della costruzione cromatica per conferire una visione d'insieme emozionale, evocativa ed espressiva al tempo stesso.

Esposizioni: 1994/95/96, Gruppo Artisti Ossolani,VB; 1996, Centro Arcobaleno, Domodossola VB; 1997/98/99, Gruppo Artisti Ossolani VB; 1999, Villa Nigra, Miasino Orta San Giulio VB; 2000, Casa d'Arte "Luca de Regibus", Vogogna VB; 2001, "Val Vigezzo Mon Amour" Oratorio S.Antonio Da Padova Toceno VB; 2001, "Millennium Artis", Expo Arte, Pisa; 2002, "Poesia di Luce", La Canonica, Novara; 2004, Sala Mostre Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2005, "My colors", Bossone wine-bar, Domodossola VB; 2005 "paesaggio di luce", Vecchio Municipio, Santa Maria Maggiore VB; 2005, "Mostra di primavera”, Sala mostre La Motta VB; 2005, "il sasso e la nuvola ", sala Parco Naz. Valgrande, Malesco VB; 2006, "ich bin da/eccomi", Alter Werkhof, Briga CH; 2007, “Impressioni di un inverno un po cosi", Santa Maria Maggiore VB; 2007, "Cronaca dell'incanto", La piana, Valle Vigezzo VB; 2007, "Arte in provincia", La fabbrica Villadossola VB; 2009/2011, "Biennale d'arte in Ossola ", La fabbrica Villadossola VB.

Sito web: www.saatchionline.com/maestrini
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.
petracchi

Ferdinando Petracchi


"L'opera d'arte è sempre una confessione" diceva Umberto Saba; è un’esplorazione della propria intimità, delle proprie riflessioni, un passaggio dell’anima in cui si condensano tutti i sentimenti, le passioni momentanee e quelle passate. Ma anche la rappresentazione più evidente e nascosta del mondo in cui viviamo.
Appassionato da sempre di disegno, Nando esprime nelle sue semplici opere la sua visione di vita. Da piccolo adora disegnare il suo mondo famigliare esprimendolo con colori accesi. Poi nel suo percorso di vita si dedica alla rappresentazione della flora e fauna. Sempre esprime nei suoi disegni precisi desideri di comunicare qualcosa a cui tiene. In ultimo l’attaccamento per il suo paese dove ha potuto integrarsi e sentirsi partecipe esprimendo la sua individualità.
Dipinge utilizzando diverse tecniche, olio, tempera, cera, materiali vari. La sua difficoltà visiva lo porta a ricorrere ad una forma “materica” di pittura. Nell’osservare i suoi lavori, si nota una richiesta di comunicare, una volontà di andare oltre le grigie apparenze della realtà. Si capisce che la diversità non è negativa ma una chance per dire di più, per arricchire tutti.
Grazie a questo “Percorso d’arte” trapela anche il senso umano di questa comunità, questo perché a volte i disabili vivono un grande problema di affermazione del sé.