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Il restauro della volta absidale

Chiesa Parrocchiale di San Martino


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La volta absidale della Chiesa Parrocchiale di San Martino si trovava in pessime condizioni dovute sia alle infiltrazioni di acqua piovana, con la relativa formazione di sali solubili presenti in particolare nella parte sinistra del secondo sottarco, sia alle pesanti ridipinture sovrapposte nei primi anni del Novecento (rosone centrale) e negli anni ‘60 (pittura bianca e sottarchi a figure geometriche).

Il restauro – eseguito dalla restauratrice Katia Zanetti nel periodo maggio/novembre 2011 – ha avuto il merito di riportare alla luce la situazione preesistente al Novecento, con il ritrovamento e la restituzione di delicate quadrature e decorazioni datate 1786, che probabilmente decoravano l’intero edificio.
Tale intervento ha coinvolto una serie di professionisti che con molta cautela hanno dapprima proceduto alla rimozione della pittura sintetica bianca del 1960 a secco con l’ausilio di bisturi, riportando alla luce la situazione degli inizi del Novecento anch’essa alquanto compromessa a causa delle molte stuccature che ricoprivano tutto il tondo centrale dell’abside e parte delle decorazioni settecentesche.
In una seconda fase si è intervenuto con la pulitura e con la rimozione delle stuccature che hanno restituito la raffigurazione centrale di Dio Padre e delle ridipinture degli anni ‘30 costituite per lo più da pitture a base gessosa. La rimozione di quest’ultima è avvenuta con sistemi acquosi in soluzione e con resine a scambio ionico in modo da non permettere che l’acqua penetrando all’interno della superficie decorata riportasse in superficie particelle di gesso che, una volta asciutte, avrebbero causato uno sbiancamento irreversibile di tutta la volta. In questa fase di lavoro si è proceduto minuziosamente e con estrema cautela, suddividendo il lavoro in piccole zone in modo da non lasciare nessun tipo di residuo, infine l’intera volta è stata pulita con impacchi di acqua deionizzata.

Gli affreschi raffiguranti i due vescovi, situati ai lati dell’invetriata centrale dedicata a San Martino, erano stati completamente coperti da un pesante strato d’intonaco e ridipinti in maniera alquanto grossolana rispetto agli originali sottostanti che durante questo intervento di restauro sono tornati visibili.
Le ridipinture erano presenti anche su parti delle raffigurazioni dei quattro Evangelisti presenti alle estremità dei due sottarchi. Il tutto era inoltre appesantito da un sottile strato compattato di sporco superficiale.
Per finire, si è proceduto alla stuccatura delle parti mancanti di intonaco ed al ritocco pittorico di lacune di piccole e grandi dimensioni restituendo l’unità cromatica dell’intera opera che si può ora ammirare in tutta la sua grazia ed eleganza.

Questo importante cantiere di restauro è stato possibile grazie alla ferma volontà del Parroco, Don Eraldo De Agostini, dei numerosissimi sostenitori che singolarmente hanno voluto “adottare” una piccola porzione di restauro, della Fondazione Comunitaria del VCO e della Fondazione CRT.
Data l’importanza di quanto è emerso sarebbe senza dubbio auspicabile la prosecuzione del restauro in quanto la diagnostica eseguita su varie zone degli interni lascia ampiamente presagire ulteriori interessanti ritrovamenti.