Il sentiero dei mulini

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Trarego, Cheglio, Viggiona, Cannobio, Viggiona, Trarego

Durata: h. 2,30 Difficoltà: ES; Consigliato anche per MTB
chiesa-vecchia
Si parte da Trarego e si prosegue, attraversando Cheglio (m 773), sulla Via per Viggiona fino ad arrivare sulla strada provinciale che si percorre per un breve tratto per poi imboccare, a sinistra, la Via Don Minoli che ci porta a Viggiona (m 686) (N. 9 CMAV).
Si attraversa l’abitato passando davanti alla bella Chiesa di San Maurizio del XVII secolo per incamminarsi lungo la Via Crucis, realizzata negli anni sessanta da studenti dell’Accademia d’Arte di Stoccarda, che porta al Cimitero di Viggiona dove si trova l’antica Chiesa Monumentale in stile romanico, dichiarata monumento nazionale. Imbocchiamo la bella mulattiera ed incontriamo dapprima due grossi massi che creano uno stretto passaggio obbligato. Non si conosce il vero motivo per cui alla fine del 1800 vi sia stata incisa, sotto un teschio con croce, l’inquietante frase “sempre t’aspeto”, forse un filosofico “memento mori” oppure una esplicita minaccia.
Ai nostri fianchi si snodano imponenti, ma discreti i tracciati delle trincee della Linea Cadorna. Oltrepassiamo quindi la località Molineggi (m 454) dove un tempo sorgevano dei mulini, ora sapientemente restaurati e diventati nucleo di villeggiatura. Si incontrano altri piccoli insediamenti ed oltrepassando la località Solivo si raggiunge Cannobio (m 214).
Cannobio è un antico borgo che conserva un centro storico di impronta medioevale. Dal Borgo si raggiungono i palazzi a lago lungo le ripide scalinate in pietra. Alle sue spalle si apre la Valle Cannobina con l’interessante Orrido di Sant’Anna, forra naturale creatasi per l’azione erosiva delle acque del torrente Cannobino. La strada Cannobina risale tutta la valle lungo il torrente, che scorre in profonde e suggestive gole, e porta in Valle Vigezzo.


Variante: Lungo il tragitto, poche centinaia di metri prima dei Molineggi, una indicazione ci segnala il sentiero che scende a destra conducendoci al piccolo nucleo medioevale di Carmine Superiore (m 370), costruito intorno all’anno Mille quale centro fortificato. Ospita la magnifica chiesa romanica di San Gottardo del XVI secolo con pregevoli affreschi ben restaurati.
Lungo l’“antica Strada per la Svizzera” ed attuale “Via delle Genti” si prosegue in direzione di Cannero Riviera, attraversando piccoli nuclei ormai disabitati e fatiscenti, ma che ancora portano i segni della vita rurale di un tempo, e si gode del meraviglioso scorcio sui Castelli di Cannero. I Castelli si trovano su due isolotti rocciosi a poca distanza dalla riva. La rocca era originariamente stata costruita dai cinque fratelli Mazzardi soprannominati Malpaga, che all’inizio del 1400 ne avevano fatto un luogo sicuro e fortificato dal quale partire per le loro scorribande e vessazioni lungo le coste ed i crinali del lago. Nel 1414 Filippo Maria Visconti assediò la Rocca ed al suo posto i Borromeo, Signori del Lago, costruirono tra il 1519 ed il 1521 l’attuale rocca, detta “La Vitaliana”, in difesa dell’Alto Verbano delle incursioni svizzere. Nel Settecento i Castelli furono abbandonati.
Vigneti, ulivi, agrumi e fiori di tutte le sorte, fanno da cornice a questo paese che per la mitezza del suo clima si è guadagnato l’appellativo di “Riviera”. Meritevole una passeggiata sul lungo lago che fronteggia alberghi di pregio e spiaggie tra le più rinomate del lago. Da Cannero Riviera si può proseguire (N. 8 CMAV) per rientrare a Trarego.